La mitica Barbie. Da piccola già la adoravo…ne avevo tante, bellissime, la maggior parte le classiche bionde, ma le mie preferite erano quelle “diverse”: la mora, l’afro americana e la rockstar con i capelli lilla. E quindi è vero che dal 2016 hanno introdotto Le Fashioniste, quelle con corpi, capelli e stili diversi, ma io ne avevo già qualcuna così, più o meno come loro, nel lontano 1985 😉

Mi divertivo ore a giocare con loro, a cambiare vestiti, scarpe e ad inventare mille storie con questa bambola che aveva una vita stralusso fatta di ferrari fucsia, e vasca da bagno color tiffany. Per non parlare di altri giochi che avevo come la cucina, la palestra e i negozi/chioschi di scarpe e borse, di trucco e di gioielli. 

Ps: le foto dei vestiti che vedete sono alcuni dei miei modelli vintage 🙂

Ho custodito e nascosto tutto questo tesoro fino a qualche anno fa, quando ho deciso che la mia bimba e la mia nipotina avessero già l’età giusta per giocare con loro…che emozione togliere tutto dagli armadi della mia cameretta a casa dei miei, lavare tutti i vestitini e persino le bambole, visto che erano ferme da 25/30 anni!!!! Qualcuna era rotta 🙁 però il nonno ci ha messo del suo e le bimbe erano contente! 

Barbie è un innegabile icona pop rappresentata addirittura dal leggendario pittore Andie Warhol, in un quadro del 1985, e la storia di questa bambola mi affascina tantissimo.

 

Nata nel 1959 dall’intuizione di una mamma americana, Ruth Handler, vedendo la sua bimba giocare ad emulare le situazione quotidiane di una ragazza, o una adulta, ha notato che lo faceva con le sue bambole che rappresentavano i neonati. Ispirandosi poi ad una bambola tedesca che aveva trovato in un viaggio, ha deciso di creare Barbie, la bambola ideale per i giochi di sua figlia, e di farla avere una vera storia di vita, con sorelle, migliore amiche e un fidanzato, l’altrettanto mitico Ken.

 

Barbie, nel tempo è stata accusata di portare un ideale di bellezza irraggiungibile e nocivo alle bambine, che non riuscirebbero mai ad avere quelle gambe, quei capelli, quella vita ecc. 

Ma io sinceramente non l’ho mai vista con questi occhi…e anche adesso che è Elisa a giocare con lei, penso che sia più bello soffermarci sul messaggio che le bambine possono essere ciò che vogliono!

Infatti la mitica bambola ha già rappresentato 50 diverse nazionalità e più di 200 professioni, come chirurgo, sciatrice, rockstar, pompiere e ufficiale di polizia, passando tra le primissime fashion editor, infermiera, donna d’affari  e assistente di volo. 

Per non parlare delle Barbie Celebrates Role Models che rappresentano personaggi femminili importanti di tutto il mondo come l’artista messicana Frida Kahlo, la calciatrice italiana Sara Gama, l’atleta indiana paralimpica di badminton Manasi Joshi, l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti e più recentemente l’amatissima cantautrice, polistrumentista e produttrice musicale Elisa. E queste sono sole alcune…un bel gruppetto di donne fantastiche, non trovate anche voi?!

 

Lo sapete, come ho detto più volte, che io amo l’arte e sempre che posso vado in giro per mostre, ma vi devo confessare una cosa e spero non sia grave 🙂 …la mostra che forse ho amato di più negli ultimi anni credo sia stata Barbie The Icon al Mudec di Milano nel 2015….shhhh!!!

Non mi sembrava vero vedere tutte quelle Barbie radunate insieme (guardate la mia faccia felice nella foto!), e guardarle così dalla prima mitica bambola prodotta nel 1959 a quelle di oggi, magari vestite anche da importantissimi stilisti contemporanei come Armani, Valentino e Versace, si capisce benissimo l’evoluzione della storia della moda dei tempi moderni. Era veramente una goduria per gli occhi! E ovviamente il catalogo della mostra è tra i libri gelosamente custoditi nella mia libreria e credo che possa essere tutt’ora acquistato. Vale davvero la pena! 

   

Il mio prossimo acquisto invece sarà Dressing Barbie, il libro dedicato a Carol Spencer, la “stilista più influente di cui non avete mai sentito parlare”, così definita dal New York Times. Spencer ha disegnato per 35 anni i vestiti per la Barbie e nel libro ci sono foto del suo archivio personale, gli abiti più famosi e le sue ispirazioni.

Non vedo l’ora di sfogliarlo, anche perché, diciamoci la verità: cosa sarebbe di Barbie senza i suoi bellissimi vestiti che ci hanno fatto sognare fin da piccole?!

foto by Priscilla Venturacci – The Fabric Tale